Martedì, 16 Agosto 2011 19:10

Frankenstein-mania: Hollywood rispolvera il mito di Mary Shelley

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Tim Burton, Guillermo del Toro e tanti altri riporteranno al cinema la creatura più mostruosa della letteratura britannica.

Ideato dalla mente e dalla  penna di Mary Shelley nel 1818, Frankenstein era approdato sul piccolo e grande schermo decine di volte, dall’horror che gli ha dato il primo volto indelebile di  Boris Karloff alla parodia cult del talentuoso Mel Brooks che volle Gene Wilder nel camicie del dottore più enigmatico della letteratura insieme a Jekyll. Sembra che la moda di rielaborare e rivisitare il Prometeo moderno dell’autrice londinese non sia però passata. Al contrario, la creatura che prese corpo tra le pagine di uno dei romanzi gotici più popolari della letteratura anglosassone sembra essersi risvegliata. A ridestarla ci hanno pensato a Hollywood autori come Tim Burton e Guillermo del Toro.

Il regista di Frankenweenie, cortometraggio in stop motion in cui Burton diede nuova “luce” dark a Frankenstein negli anni ’80, sta infatti lavorando per la Disney a una nuova versione del suo film di mezzora. Il protagonista del corto era Victor, un bambino che non riusciva a superare il dolore per la perdita del cagnolino Sparkie, investito da un’auto. Il ragazzino, disegnato da Burton sulla sagoma dell’attore feticcio Johnny Depp, progettava un modo per riportare il suo cucciolo in vita, proprio come il dottor Victor nell’opera della Shelley. Ora Tim Burton vuole fare del film, caro ai fan che hanno potuto vederlo tra i contenuti speciali di alcuni dvd, un lungometraggio da portare nelle sale. L’uscita è prevista per il 5 ottobre 2012 negli States e fra le voci originali ci saranno Winona Ryder, Martin Landau e Martin Short

In carne e ossa invece l’adattamento dell’originale Frankenstein che sarà realizzato da Guillermo del Toro, autore de Il labirinto del Fauno. Ingaggiato dalla Universal il regista è al lavoro anche sulla sceneggiatura del film, che, ci ha tenuto a ribadire, sarà un progetto completamente diverso da quelli finora portati al cinema.

Arriverà dalla Fox il film su Frankenstein che porta sullo script la firma di Max Landis, figlio di John, che ha rivisitato la storia della creatura mostruosa in maniera completamente originale. La regia non è stata ancora assegnata, ma per ora si è fatto il nome di Paul Greengrass (The Bourne Supremacy).

Spicca tra i nomi dei produttori di The Casebook of Victor Frankenstein invece quello di Sam Raimi. Il regista scommette volentieri sull’adattamento dell’omonimo romanzo di Peter Ackroyd, la cui sceneggiatura è scritta dal premio Pulitzer David Auburn! Il film racconta l’adolescenza di Frankenstein che, già da ragazzo, si avventura nelle prime sperimentazioni con i cadaveri, influenzato dal poeta Percy Bysshe Shelley.

Punta sul prequel anche la Summit Entertainment, che produrrà This Dark Endeavor: The Apprenticeship of Victor Frankenstein, trasposizione per il grande schermo dell’omonimo romanzo di Kenneth Oppel che potrebbe vedere nella cabina della regia Matt Reeves (Let me in) e Karen Rosenfelt (Twilight) tra i produttori. 

Sarà interpretato da Haley Joel Osment (Il sesto senso) invece il Victor Franklin di Wake in the dead, adattamento della graphic novel di Steve Niles che sarà diretto da Jay Russell. Ispirato al personaggio di Frankenstein questo Victor è “solo” uno studente che cerca di sconfiggere la morte. Il film sarà coprodotto dall'ex chitarrista dei Guns 'n' Roses, Slash, da tempo dedito a progetti cinematografici horror.

Arriva sempre dal mondo dei comics I, Frankenstein, che sarà realizzato dal regista Stuart Beattie, autore dei personaggi resi celebri dal franchise I Pirati dei Caraibi. Creato dall’americano Kevin Grevioux, il protagonista è un detective privato che lavora in una città infestata da creature mostruose.

Merita attenzione infine il progetto di Ryan Murphy, creatore della teen serie Glee, al quale Fox2000 ha offerto la regia di un remake del The Rocky Horror Picture Show, una originale rielaborazione musicale dell’opera diventata cult negli anni ’70.

doppioschermo

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