Giovedì, 23 Giugno 2011 15:29

Da I Cesaroni a Cinque. Matteo Branciamore parla del suo debutto al cinema

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Si è svolto questa mattina presso il cinema Quattro Fontane di Roma l’incontro stampa con il cast del film Cinque, di Francesco Maria Dominedò, ambientato nella borgata romana e debitore in qualche modo a Romanzo Criminale

Si è svolto questa mattina presso il cinema Quattro Fontane di Roma l’incontro stampa con il cast del film Cinque, di Francesco Maria Dominedò, ambientato nella borgata romana e debitore in qualche modo a Romanzo Criminale. La conferenza, che ha seguito la proiezione del film, ha visto cast e regista raccontarsi ai con i giornalisti presenti in sala circa la nascita di questa opera prima ambientata nella borgata romana.

“E’ un film indipendente. Non è stato fatto con nessun tipo di fondi pubblici”, ci tiene a precisare il regista. E parlando della genesi del progetto, rivela: “L’idea era quella di raccontare una storia di amicizia prendendo anche un po’ in giro gli attori. Loro credevano che fosse un gangster movie, invece non lo è. In realtà è tratto da una storia vera”.

I personaggi e la sceneggiatura, volutamente sopra le righe, rispecchiano in realtà uno spirito citazionista molto forte. “Ogni personaggio ha qualcosa dei film che ci sono piaciuti. Mi sono ispirato al poliziottesco degli anni 70, ai film di Fernando Di Leo. L’uso frenetico dello zoom viene da lì”, spiega. La sceneggiatura, così come la realizzazione effettiva del film, si sono sviluppate in tempi relativamente ristretti e la componente improvvisazione è stata molto forte durante la lavorazione, svoltasi interamente presso la zona Quarticciolo di Roma.

Riguardo la scelta di Matteo Branciamore, star del telefilm I Cesaroni, Dominedò racconta: “All’inizio credevo fosse stupido. Lo avete visto tutti, nei Cesaroni faceva il tipico bamboccione”, scherza. “Non sapevo come contattarlo. Alla fine ho pagato il suo portiere per fargli leggere la sceneggiatura”. Alla fine però il copione era molto piaciuto al giovane attore, felice di poter abbandonare i panni del bravo ragazzo vestiti in tv e di confrontarsi con un personaggio così diverso e borderline come Manolo.

“Sono stracontento di aver fatto questo film”, ammette entusiasta Branciamore, che prima di questo ruolo da co-protagonista era apparso al cinema solo come comparsa. “Manolo è un pazzo, schizzato, puro istinto. L’idea di fare un personaggio così diverso da quello che ho fatto finora è stata entusiasmante”. E ringraziando il regista per aver creduto in lui ed avergli permesso di realizzare questo upgrade professionale, conclude: “Ne farei altri cento, di film così”.

Ma tra gli interpreti della pellicola, a sorpresa, è figurata anche Giada de Blanck, in un ruolo minore ma per lei molto importante. “Anche se ho recitato solo 3 minuti in questo film, per me è stato un sogno perché sono 5 anni che studio”, ha confessato la neo-attrice con la voce un po’ rotta dall’emozione.

Il film, distribuito da Iris Film, sarà nelle sale dal 24 giugno in sole 7 copie. Una scelta della produzione - forse in parte obbligata -, orientata più alla permanenza in sala che alla capillarità della distribuzione.

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