Nato americano ma naturalizzato inglese, Terry Gilliam (classe 1940) è sicuramente uno dei più eclettici registi del panorama contemporaneo. Oltre ad aver fatto parte del gruppo comico dei Monty Python, che ha letteralmente codificato e reinventato la comicità britannica dagli anni 70 in poi, è da decenni autori di pellicole ambiziose come Brazil, L’esercito delle 12 scimmie, Paura e delirio a Las Vegas nonché Parnassus, diventato tristemente famoso per aver visto l’ultima interpretazione del compianto Heath Ledger.
Da anni immerso nel grande schermo, Gilliam è di recente tornato alla sua antica passione per i corti. E’ successo grazie ad un’operazione commerciale organizzata dal pastificio Garofalo, che dopo essersi dedicato al cinema per il product placement, aveva cominciato nel 2008 a produrre cortometraggi cinematografici non direttamente pubblicitari. Tra i nomi coinvolti nei progetti precedenti, Pappi Corsicato e Valeria Golino, per la prima volta dietro la macchina da presa.
Questo pomeriggio, al cinema Quattro Fontane di Roma, il regista ha assistito alla proiezione stampa del suo corto The Wholly Family, ambientato a Napoli, della durata di circa 20 minuti. Il titolo fa il verso alla “sacra famiglia” di Nazareth, e vede la partecipazione di Cristiana Capotondi nella veste di una madre apprensiva e morbosa. A seguire, una conferenza in cui il regista si è divertito a spiegare i segreti del suo lavoro e la scelta della città che fa da location alla storia. “Il mio rapporto con Napoli non è di tipo sessuale”, scherza Gilliam. “La primissima volta che sono stato a Napoli ho avuto l’impressione di entrare in un vulcano. Sono sempre stato intrigato da questa energia”. Qualcuno ha azzardato anche un paragone con il collega Steven Spielberg, che condivide con lui il gusto per la fiaba ma che offre visioni di solito più rassicuranti. “Spielberg ha successo perché rassicura lo spettatore dicendo che il mondo è bello”, ha confermato Gilliam”, mentre io preferisco comunicare che il mondo può far paura ed essere strano, ma che non bisogna comunque spaventarsi”. Una nota più malinconica nel ricordare lo scomparso Ledger, definito come “un fantastico essere umano ed un attore incredibile, che migliorava costantemente ad ogni film”. Non è mancato nemmeno uno speranzoso auspicio a poter vedere completato l’antico progetto del film su Don Chisiotte. “Vedremo. I soldi ancora non ci sono, ma restiamo a vedere che succede. Mutatis mutandis… Fai il Quixote e poi muori!”.
Alla conferenza, moderata da Francesco Alò, hanno partecipato i personaggi del corto nonché i produttori del Pastificio Garofalo Emidio Manzi e Massimo Menna. Entusiasta e soddisfatta è apparsa la Capotondi, che si è detta orgogliosa di aver lavorato con Gilliam ma soprattutto grata al regista per aver restituito un’immagine così bella dell’Italia all’estero. “Io sono una patriota come poche”, ha confessato infine l’attrice.
Il corto sarà distribuito in sette sale in tutta Italia dal 27 Maggio. Già da domani sarà disponibile on-line sui sito ufficiale del Pastificio Garofalo, mentre lunedì 30 Maggio verrà trasmesso su Sky Cinema HitsHD in una serata speciale dedicata a Terry Gilliam con la proiezione del film Parnassus – L’uomo che voleva ingannare il diavolo, per poi rimanere in programmazione sui canali Sky Cinema e Fox per diverse settimane.




