Mercoledì, 23 Marzo 2011 16:07

Liz Taylor: addio all'ultima diva, due Oscar e oltre 50 film

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La celebre attrice è morta in ospedale a Los Angeles. Accanto a lei i suoi figli. Ultima diva dello star system hollywoodiano, aveva iniziato a recitare a 10 anni. In carriera oltre 50 film e due premi Oscar

"Saremo sempre ispirati dal suo importante contributo al mondo in cui viviamo. Il mondo ha perso una donna eccezionale". Sono state le poche parole, sincere e commosse, del figlio dell'attrice Liz Taylor, Michael Wilding, poco dopo la morte della madre. Liz Taylor è morta in ospedale assistita dai quattro figli avuti nei suoi otto matromoni. L'agente dell'attrice ha reso noto che al Cedars Sinai Medical Center di Los Angeles erano presenti Michael e Cristopher Wilding (avuti dal matrimonio con Michael Wilding). Elizabeth Frances "Liza" Todd, avuta dal matrimonio con Michael Todd, e Maria Burton, adottata nel matrimonio con Richard Burton.

Figlia di due americani residenti in Gran Bretagna, Elizabeth Taylor era nata ad Hampstead, vicino Londra, il 27 febbraio 1932. Il cinema lo aveva un po' nel sangue visto che la madre, Sara Viola Warmbrodt, era un ex-attrice famosa col nome d'arte di Sara Sothern. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale i genitori rientrarono negli Stati Uniti e la famiglia si trasferì a Los Angeles.
La sua prima esperienza nel mondo del cinema è precoce: nel 1942 è nel film, Therès One Born Every Minute, prodotto dall'Universal. Subito dopo, l'attrice è ingaggiata dalla Metro-Goldwyn-Mayer, dove esordisce con Torna a casa Lassie (1943). Primo ruolo da protagonista è quello di Velvet Brown, una bambina che allena un cavallo nel film di Clarence Brown Gran Premio (1944), con Mickey Rooney. La pellicola ottiene un grandissimo successo, con un incasso di oltre 4 milioni di dollari. Inizia, così, la sua strepitosa carriera, che prosegue senza sosta con Vita col padre (1947), La bella imprudente (1948), fino alla trasposizione cinematografica di Piccole donne (1949). Svestiti i panni della bambina prodigio, Vincent Minnelli la vuole nei film Il padre della sposa (1950) e Papà diventa nonnò (1951), mentre per George Stevens recita in Un posto al sole (1951), per Stanley Donen in Marito per forza, (1952) per Richard Brooks nell' Ultima volta che vidi Parigi (1954), e ancora per Stevens nel Gigante (1956), accanto al mitico James Dean.
La  sua fama era sempre in ascesa, e tra gli anni '50 e '60 divenne il simbolo assoluto di Hollywood. Due film tratti dai drammi di Tennessee Williams: La gatta sul tetto che scotta (1958) di Richard Brooks e Improvvisamente l'estate scorsa (1959) di Mankiewicz, che per buona parte della critica rimangono le migliori interpretazioni della Taylor. E con la consacrazione arrivarono anche gli Oscar, due per l'esattezza: il primo, nel 1960, per Venere in Visone di Daniel Mann e il secondo, nel 1966, per Chi ha paura di Virginia Woolf?  di Mike Nichols, accanto all'allora marito Richard Burton, conosciuto sul set del kolossal Cleopatra, nel 1961. Una storia d'amore nata a Cinecittà, dove era stato quasi interamente girato il film, con Burton ancora semisconosciuto, reduce dal teatro inglese e dal repertorio delle opere di Shakespeare. L'amore tra i due è destinato a fare il giro del mondo sulle pagine dei giornali ed è solo l'inizio. Di mariti  Liz Taylor ne ha avuti sette, con ben otto matrimoni. Sempre con Burton recita in International hotel (1963), e nella Bisbetica domata (1967) di Zeffirelli. Fino agli inizi degli anni '70 la carriera della Taylor proseguì tra successi e grandi registi, per poi cedere ad un lento e inevitabile declino che la portarono, negli anni '80, ad essere ricordata solo per la sua movimentata vita sentimentale più che per la carriera sul set. E poi le cure di bellezza (su cui ha anche scritto un libro) e i lifting, l' abuso di pillole e di alcolici, le malattie e le nevrosi che la Taylor, però, riuscì a superare, anche se con difficoltà.
Negli ultimi anni si era dedicata soprattutto a tv e teatro e si era battuta molto nel difendere i malati di Aids e a favore della prevenzione della malattia. Grande amica di Montgomery Clift come di Michael Jackson è stata la ultima vera diva di quello che era lo star system di Hollywood.

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