Giovedì, 14 Gennaio 2010 15:41

Eric Rohmer, adieu jeunesse

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Eric Rohmer è stato la Nouvelle Vague. Testimone in tempo reale dell’immediatezza del divenire, i suoi film sono diventati il diario intimo di una generazione nuova, disinvolta, inquieta. E' stato tra i fondatori, nell'aprile del 1951, de Le Cahiers du Cinéma, la rivista che ha reinventato le basi della critica cinematografica.

I Cahiers sono la culla della rinascita culturale che da lì a qualche tempo si sarebbe manifestata: gran parte dei critici che scrivono sulla rivista esordiscono alla regia tra la fine degli anni Cinquanta e l'inizio degli anni Sessanta. Lo stesso Rohmer realizza in quegli anni il suo primo lungometraggio, Il segno del leone (1959) ma il film non trova un distributore ed esce solo tre anni più tardi, con scarsissimo successo.

Nel '62 fonda la società Les films du Losange con cui produrrà la gran parte delle sue pellicole. La sua produzione si caratterizza per l'organizzazione programmatica della maggior parte dei suoi film in cicli: Sei racconti morali, Commedie e proverbi, Racconti delle quattro stagioni. Sempre nel '62 inizierà la prima delle serie tematiche: La Collezionista nel '66 e poi La mia notte con Maud (1969), per cui otterrà anche una nomination agli Oscar come miglior sceneggiatura. Terzo racconto morale è Il ginocchio di Claire (1970).

Nel '65 firma l'episodio su Place de l'Etoile di Parigi di notte, con Chabrol, Godard, Douchet e Jean Rouch.Ultimo dei racconti morali è L'amore il pomeriggio (1972), forse il più ironico ma anche il più spietato verso il mondo piccolo borghese che descrive.

Concluso questo ciclo nel '72, Rohmer realizza La marchesa von... (1976) e Perceval le gallois, dove l'autore si mostra capace di dirigere produzioni ben diverse dalle ambientazioni contemporanee e quotidiane.

Gli anni Ottanata saranno la volta della serie Commedie e proverbi, suo secondo grande ciclo, in cui ciascun film illustra a suo modo un proverbio o una frase della saggezza popolare. I due capitoli più celebrati, Le notti della luna piena (1984) e Il raggio verde (1986) (co-sceneggiato ed interpretato da una delle attrici-musa di Rohmer, Marie Rivière), vincono premi alla Mostra del Cinema di Venezia e ottengono un certo successo commerciale. Da ricordare ancora: Il bel matrimonio (1982), Pauline alla spiaggia (1983), L'amico della mia amica (1987) e R einette e Mirabelle (1987).

Subito dopo inizia il ciclo dei Racconti delle quattro stagioni, nell'ordine Racconto di primavera (1990), Racconto d'inverno (1991), Racconto d'estate (1996) e Racconto d'autunno (1998). Prima e durante questo ciclo firma tre film "fuori serie", a bassissimo costo (in 16mm) spesso con attori esordienti:  nel '93 L'albero, il sindaco e la mediateca, nel '95 il film a episodi Incontri a Parigi e nel '96 Un ragazzo...tra ragazze.

Leone d'Oro alla carriera nel 2001, sempre coerente e vitale, a 80 anni, Rohmer firma l'ultima trilogia, questa volta storica. Il primo è La nobildonna e il duca (2001) dove narra la rivoluzione francese dalla parte dell'aristocrazia e dove gli attori recitano su fondali dipinti. Triple Agent – Agente speciale (2004) sarà invece un film di spionaggio ambientato negli anni '30 e ne Gli amori di Astrea e Celadon (2007) si mette in scena un romanzo pastorale di Honoré d'Urfé ambientato nel V secolo.

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