Giovedì, 12 Gennaio 2012 13:28

L'era legale, il futuro nella Napoli del 2020

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Il film-mockumentary di Enrico Caria nelle sale di Napoli e Roma

Un lavavetri che rilascia lo scontrino fiscale? Sembra pura fantascienza, ma è la realtà immaginata da Enrico Caria, autore del film-mockumentary L'era legale, ambientato nella Napoli del 2020 e da venerdì distribuito nelle sale romane e napoletane da Bolero Film. Nel capoluogo partenopeo, dopo l'incredibile ascesa di Nicolino Amore (Patrizio Rispo) a sindaco della città, la legalizzazione della droga ha di fatto sconfitto la camorra e reso questa città anarchica per eccellenza un modello invidiato in tutto il mondo. Tra testimonianze nel segno della finzione (Renzo Arbore e Isabella Rossellini) e interviste vere su proibizionismo, malavita e discariche a Pietro Grasso, Vincenzo Macrì, Giancarlo De Cataldo, Tano Grasso, Fabio Granata, Carlo Lucarelli, la pellicola mischia la satira alla realtà. «Questo film non è certo un manifesto politico, ma la tesi che il proibizionismo non ha mai funzionato è una tesi vera. In questo film c'è poi un triplice discorso. Intanto c'è un tentativo di rottura dello schema narrativo tradizionale, c'è poi un discorso sul miracolo napoletano che poteva sembrava tirar la volata a De Magistris, ma in tempi non sospetti (il film era finito prima che iniziasse la campagna elettorale) e c'è poi la speranza sul tema della legalizzazione, un tema estremamente dibattuto e considerato non lontano da quello che accadde nella guerre dell'oppio in nome dell'impero britannico», ha spiegato in conferenza stampa il magistrato e scrittore De Cataldo.

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